Lettera a Pippi Calzelunghe di Silvia Bevilacqua

Lettera scritta da Silvia Bevilacqua e letta in occasione del Compleanno di Pippi Calzelunghe durante l’incontro di Venerdì 10 ottobre 2025 presso Biblioteca De Amicis Porto Antico-Magazzini del Cotone dedicato a Pippi e alla sua autrice, Astrid Lindgren. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata all’evento sul sito Andersen.

Cara Pippi,

ovunque tu sia e chiunque tu sia, spero e credo che questa lettera in qualche modo ti arriverà. 

Tu non mi conosci, ma io so chi sei. 

Io sono una donna adulta, che naturalmente è stata una bambina e anche una ragazza, sono cresciuta fra gli anni ‘70 e ’80 e oggi sono qui a scriverti qualcosa di te per farti gli auguri di buon compleanno. 

Pensa te! Direbbe qualcuna, ne compi già 80 di anni.

Nel mio cuore c’è sempre l’infanzia, anche se sono diventata grunde, ma forse tu mi diresti: “amica conegunde, se dici grunde poi troppo grunde non lo sei.” E ci faremmo una risata pazzesca.

Quando qualche tempo fa la mia amica Barbara (amica di Mafalda un’altra che come te ha rivoluzionato il nostro modo di pensare, ragionare e immaginare) mi ha detto che ti avremmo festeggiata, ho iniziato a ruminare, ruminare e ancora ruminare come una mucca su di un prato, a quello che avrei dovuto dire e pensare.

Noi adulti sai siamo così anche se ci impegniamo ad essere grundi alla fine siamo anche grandi, abbiamo sempre paura di dover dire la cosa giusta, importante, sapiente quella su cui nessuno può più fantasticare. E invece io oggi una cosa la vorrei proprio fare, più che sapere vorrei dialogare. 

Quindi mettiti come piace a te, dondola sulla sedia, salta su un piede solo, oppure inventane un’altra.

 Ti vorrei parlare per un po’ con tutte le persone che vogliono festeggiarti.

Per farlo ti scrivo questa lettera. Amo le lettere perché mi fanno credere che il tempo lungo, breve o lontano sia uno spazio in cui andare a spasso. Ho scritto tante lettere sai, ho avuto molte amicizie di penna e tutto quello che sembrava non essere così vicino, appariva meno lontano.

A volte ti ho vista così lontana, imprendibile, incredibile, tu che vivi laggiù nella periferia in quella casa che qualche anno fa sono venuta a visitare. Accidenti è proprio una gran bella casa Villa Villacolle non credevo ai miei occhi quando l’ho vista. Purtroppo tu eri in giro a cercare e non potevo aspettare.

Ecco, adesso mi dirai “Tutti uguali voi viaggiatrici, volete sempre viaggiare e viaggiare e non aspettare” e diresti ancora: ”sapete cosa è importante? Attendere… che cosa?…Un bel niente!!! E giù con una grandissima risata! 

Ora io pensavo di provare a scrivere qualcosa di te più che di me. Mi piacerebbe sapere se quello che ho pensato può essere sensato.

Ti faccio un esempio: quando ho letto per la prima volta le tua storia mi sono chiesta quanto fosse incredibile abitare a Villa Villacolle con tutta quella ironia e paradossalità di parole spiazzanti, idee scomode, avventure imprevedibili. Mi sono inciampata, ho fatto mille piroette mi sono bevuta un succo concentrato di pensieri e domande. Ti dico in segreto che ti sarebbero stati molto simpatici due signori bizzarri, che come te ne hanno fatte di tutti i colori, chissà se ne hai mai sentito parlare (forse da loro un giorno potresti anche andare) ti appunto qui i loro nomi, non scordarli, si chiamano Chaplin e Keaton hanno messo il mondo a testa in giù, di lato, di schiena per andare a cercare un punto di vista che fosse più sensato di tutte le guerre ed i potenti. 

Ma tu mi dirai, ed è per questo ci fai sempre pensare, che non sei tu ad essere strana con le tue enormi scarpe sul cuscino e la testa in fondo al letto, ma è il resto del mondo che crede che ci sia solo un verso che sia corretto. Mamma mia! ad alcuni farai girare la testa a sentire quanto sei spiazzante!

Quanto abbiamo sghignazzato insieme, tanto ma tanto, anzi tantissimo come quella volta che Annika ti ha chiesto: ma chi ti mette a letto? E tu le hai risposto così: da sola, prima con le buone se non obbedisco, poi me lo dico un’altra volta più severamente e se continuo a non voler obbedire, allora finisce a sculacciate. E quante volte da bambina ho pensato che fosse meglio andare a letto per paura delle sculacciate (anche se nessuno mai me le ha date) e quante volte da adulta ho pensato che per andare a letto è meglio non sculacciare, obbligare e una bella storia raccontare. 

Succede sempre così con i tuoi pensieri si attorciglia e ribalta tutto, non sai più da che parte sta il capo e dove stanno i sudditi (non la coda quella ce l’ha solo il signor Nillsson).

Ma, per te nessun capo esiste, al massimo puoi avere un grattacapo da grattare e due piedi da far sognare ogni sera sul cuscino. Chi fa da sé lo fa insieme a te! E su questo noi grandi ci dobbiamo impegnare perché ogni cosa ci fa paura, timore o preoccupare. Quanta fiducia dobbiamo ancora trovare in tutto quello che i bambini e le bambine sanno fare?

Mi farebbe piacerebbe proprio farti conoscere alcune bambine e bambini che ti assomigliano un po’. 

Una sta facendo un bel baccano, ti piacerebbe sai, il suo nome è Greta anche lei è svedese e sta lottando con tutte le sue forze da diversi anni contro la stupidità del potere adulto che non pensa mai a quello che fa.

Poi ci sono anche Bibi (che forse già conosci), Pluk, Ronja, Pixie, Martina Poggio di Giugno, Matilde, Hedwig, Luvi e anche Jelisa Rose che non conosce quasi nessuno, lei è sola come te, ma nessuno le ha lasciato un forziere di monete d’oro e fa il possibile con il suo lucciolanismo.

Tutte voi per me avete il segreto. Il segreto di come si può divenire bambini e bambine. Provo a spiegarmi sai anch’io mi ingarbuglio nei pensieri.

Per capirci ti faccio una domanda. 

Ti sei mai chiesta perché fai tutto quello che fai? Io si, mi sono chiesta: Perché fai tutto quello che fai? Io credo perché lo desideri fare, ma provo a farti anche qui qualche esempio.

Per esempio, la questione dell’andare a letto, potrebbe essere un bel modo per ripensare il tempo, il momento e l’ora ufficiale?

Poi c’è la questione del “non si può mai sapere”. Pippiiii, ti rendi conto ??!! Di quello che fai?! Ci stai dicendo che non possiamo sapere come siamo, come si è già, come saremo e come siamo stati!? Ma, che cosa ci fai tu con il non si può mai sapere? 

Sai, non so, se siamo pronti per un pensiero così rivoluzionario, qui tutti parlano di confini e identità, di possedere e detenere, di contare e gareggiare, di accumulare nozioni e imparare tutto a memoria.

Ti faccio un altro esempio. Quando tu corri con la polizia, quando giochi a non farti prendere. Ti rendi conto che alcune persone potrebbero dire che sei assolutamente da non frequentare? o che sei matta da legare? e figuriamoci che cosa diranno dei tuoi genitori dei poco di buoni?!!

Per non parlare delle mortificazioni. Grazie di avercelo ricordato che a scuola a volte ci sono le mortificazioni perché non so se lo abbiamo ben capito che cosa tu intenda con questa parola, non vorrei che qualche grande pensasse siano le moltiplicazioni?! 

No! tu non hai sbagliando!!! Stai solo inventando! E come diceva il gran maestro dell’errore sbagliando s’inventa, si viaggia e ci si fa anche coraggio.

Beh, di coraggio tu ne hai da regalare.

Fammi dire ancora una cosa. 

Tu sei una bambina fortunata, hai una casa tutta per te che neppure uno specchiulatore delizio può mangiare perché lo faresti scappare di paura di fronte ad una di quelle domande che hanno bisogno di un pensare che sia un’avventura.

Però, noi lo sappiamo, non tutti hanno una stanza per sè, e penso (e non solo io) che il tuo papà abbia avuto una bella idea a lascarti una casa, un forziere di monete d’oro per comprare kg di caramelle, un bel cavallo da sollevare e una scimmia con cui giocare. 

Cose che i grandi solitamente tengono solo per loro perché credono che nessun bambino o bambina sappia farsene carico da sé. Chissà poi cosa sarebbe successo se non avessi avuto quelle monete d’oro?

Ma, questa è un’altra storia e oggi dobbiamo raccontare di te!

Abbi pazienza. Ti dico ancora due cose.

La prima è che ho trovato una scuola che ti sarebbe piaciuta, ti metto una foto nella lettera così puoi farti un’idea. Non so se hai mai visto una foto di scuola, beh se la vedessi diresti subito: “Rompete le righeeee!!…..ordine sparso!! Andate in ogni luogo, in ogni scomparso!”

Questa che ti mando non è così… nessuno è proprio dritto e inamidato. 

Ci sono valigie per viaggiare, cani per canare, bambini per bambinare, grundi per grundizzare, biciclette per biciclettare. Questa credo possa essere una bella scuola da frequentare.

Ti scrivo indirizzo e nome magari un giorno li potresti andare a trovare: Summerhill, Leiston, Regno Unito. 

Qualcuno ha detto che sei una specie di strega, altri una maga, altri ancora una bambina straordinaria, io non so bene ancora chi o cosa tu sia, ma credo che questa sia proprio la forza della tua ironia. 

Una forza che è un cercacose senza sapere mai dove si andrà a finire, che poi chissà cosa vorrà dire? 

Per farti gli auguri farò così: riderò di qualcosa che mi è obbligato, penserò ad un pensiero arrotolato. 

Penserò a tutte le imperdonabili che non si fanno classificare, controllare, etichettare e che in periferia sono andate ad abitare.

Penserò a tutte le incredibilità, alle invisibilità ad ogni minuto che è stato trascurato, ma anche ad un grande elefante scatturato.

Penserò a tutto gli esseri eccentrici, eccentrici al tempo che nell’accadere della vita fanno solo quello che si fa. 

Penserò a tutto l’inevitabile di ciò che si è. 

Quante domande hai posto ai grandi?! Quante possibilità hai regalato mentre ti abbiamo guardata sognante seduta davanti ad una candela con il tuo sguardo oltre la finestra che fissi qualcosa di invisibile davanti a te.

Che gioia cara Pippi, nessuna malinconia, perché nel tuo mondo c’è solo una parola che vogliamo faccia rima con utopia.

Ecco il finale di questa lettera d’auguri, quello più calzante, che ha due calze lunghe lunghe, che spuntano da gonne e pantaloni di persone sparse qua e là.

Bene, mia cara Pippi, fatti ringraziare perché se nessuna fosse più naufragata di te allora noi saremo sempre nella sicurezza del nostro porto senza salpare e nessuno da salvare, tu per fortuna non devi essere salvata, ma tutta immaginata. 

Tu che sei scandalosa come alcune vite filosofiche anarchiche perché hai messo in discussione alcune cose su cui si regge non solo l’obbedienza, ma anche la disobbedienza. Per te che giochi a disobbedire e a non non comandare.

Ora, per ultimo, ti regalo una cosa che ho saputo piace anche a chi ti ha inventata. 

Nella busta metto un sasso che sia di buon augurio per te, per noi, per chiunque non ami essere eroe o eroina. Prendi questo sassolino mettilo su una mensola e urla a gran voce Mai violenza!

Auguri Pippi! amica di ogni giornata spassata!

Questa lettera è dedicata a Donatella Ziliotto che: “Sei corsa in Svezia a cercare la bambina più entusiasta che ci sia, lì hai scoperto piccoli esseri bianchi che vivevano  nel sottobosco, da bambina hai scritto un diario che ancora Pensa!. Alla tua vita straordinaria la tua sicuramente, grazie per tutte le storie che ci hai fatto leggere così saranno incredibili anche la nostre vite e tutte quelle di tantissimi e tantissime bambine e bambine, per sempre. Grazie alla tua passione e al tuo desiderio di fantasia lettura e infanzia.

Per continuare a festeggiare Pippi vi invitiamo a segnare le date di questi appuntamenti (il link di prenotazione verrà inserito prima delle date):

Per tornare a leggere e pensare attraverso le vicende incredibili di alcune bambine che hanno animato un immaginario che ancora oggi provoca la nostra visione di mondo adulto. Le attività, rivolte ad un pubblico eterogeneo, hanno l’intenzione di aprire uno spazio di ricerca, riflessione e confronto ispirato alla modalità della philosophy for children/community

Letture tratte da: Bibi. Una bambina del Nord di Karin Michaelis (Salani); Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren (Salani); Hedvig di Frida Nilsson, ill. di Ilaria Mancini (Lupoguido).

Per tornare a leggere e pensare le pagine e la vita di alcune ragazze in fuga, per riflettere sull’immaginario che queste figure femminili generano nella storia e nelle storie. Le attività, rivolte ad un pubblico eterogeneo, hanno l’intenzione di aprire uno spazio di ricerca, riflessione e confronto ispirato alla modalità della philosophy for children/community. 

Letture tratte da: Luvi. Storia di una ladra e di un uccellino di Stefan Boonen (Mondadori); Le degenerate di Jennifer Albert Mann (Uovonero).

Fra le righe delle parole in corsivo nel testo potete leggere ❖H. Arendt, Scrivimi qualcosa di te. lettere e documenti, Carrocci editore, Roma 2017❖Pippi Calzelunghe di Astri Lindgren, ill. I. Van Nyman, tr.it. S. Milton Knowles, Salani Firenze, 2025 ❖Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, Feltrinelli, Milano 2013 ❖Pensa te! Diario di una bambina che amava i diari di Donatella Ziliotto Bompiani, Milano 2018❖ Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie di Gianni Rodari, Einaudi Ragazzi, Trieste 1997❖I ragazzi felici di Summerhill di A. S. Neill, red edizioni, 2012❖Mai violenza! discorso tenuto da Astrid Lindgren in occasione del Premio per la pace dei librai tedeschi, Salani editore, Firenze, 2018❖Le imperdonabili di Laura Boella, Mimesis, Milano-Udine 2013❖Per il concetto di vita scandalosa, M. Foucault, Il coraggio della verità. Il governo di sé e degli altri II. Corso al College de France (1984), Feltrinelli, Milano, 2011❖Per il concetto di lucciolanismo: L’infanzia pensa. Per una filosofia dell’infanzia di Silvia Bevilacqua, Mimesi edizioni, Milano-Udine 2025❖ La bambina da non frequentare di I.Keun, L’orma editore, Roma 2013❖R. Dahal, Matilde, ill. Q. Blake, Salani, Firenze, 2017❖Pluk e il grangrattacielo di Annie M. G. Schmidt e ill. da F. Westendorp, tr. it. Valentina Freschi Lupoguido Milano, 2018 ❖ Ronja. Figlia di brigante, tr. it. L. Cangemi, Mondadori, Milano, 2018❖Pixie, di M. Lipman, Liguori, Napoli 1999❖Bibi. Una bambina del nord, di K, Michaelis, ill. H. Collin, tr. it. E. Kampmann, Salani, Firenze, 2019❖Hedvig, F. Nilson, ill. L. Mancini, tr.it. L. Cangemi, Lupoguido, Milano 2024❖Luvi Storia di una ladra e di un uccellino di S. Bonen., ill. D. De Schutter, tr. it, L. Pignatti, Mondadori, Milano 2025❖Ispirata a Simone Weil il concetto sull’obbedire e il comandare citato in Disattendere i poteri pratica filosofiche in movimento da Pierpaolo Casarin, Mimesis, Milano Udine, 2011.