Il diario del “Buon viaggio” con le scuole

Philosophy for children in Viaggio

Il progetto Philosophy for children in Viaggio nasce dalla collaborazione fra Propositi di filosofia, la Rete Insieme di pratiche filosoficamente autonome & Andersen rivista di letteratura e illustrazione per il mondo dell’infanzia. Nasce con l’idea di diffondere la cultura della letteratura e della filosofia per l’infanzia, e coinvolgere i bambini e delle bambine, i ragazzi e le ragazze con il proprio pensiero.

L’idea di far incontrare la philosophy for children e Il Buon viaggio nasce durante il Premio Andersen 2018 quando IL Buon viaggio, illustrato da Gianni de Conno e scritto da Beatrice Masini vinse il Premio Speciale della giuria e il Super Premio Andersen Gualtiero Schiaffino. L’albo edito dalla casa editrice Carthusia è nato in occasione della quarta edizione del Festival della Cultura Creativa, promosso dall’ABI (Associazione Bancari Italiani).

Questo albo illustrato offre l’occasione di fare filosofia, ci invita a incontrare ciò che ancora non conosciamo, a contemplare, a trovare il posto giusto per far brulicare domande.
Da questi pensieri e da una lunga chiacchierata con Barbara Schiaffino si è realizzata questa esperienza di Philosophy for children in Viaggio.

A Ottobre si è organizzata una giornata studio alla Biblioteca Civica Berio di Genova dedicata a questo albo illustrato e alla philosophy for children in cui hanno partecipato: Pino Boero, Walter Fochesato, Anna Antoniazzi, Pierpaolo Casarin, Riccardo Damasio, Silvia Bevilacqua tutti pronti e pronte con la propria valigia.

Philosophy for children in Viaggio

Lo abbiamo portato con noi nei percorsi di philosophy for children a Besozzo a (Varese) nella Scuola Primaria Mazzini con le insegnanti Stefania e Gabriella, a Corsico Istituto Comprensivo Buonarroti Scuola primaria classi III B, II A e III C con le maestre Rosy Praticcò, Rosa Bertino e Viviana Ratti e Secondaria di I grado con la Professoressa Giovanna Secondulfo e a Genova proprio in occasione del 38 Premio Andersen 2019.
Dopo un anno di scorribande, sentieri perduti, siamo tornati a casa.
Ma star fermi non è arte da viaggiatori e viaggiatrici e così siamo ripartiti in giro per la città, con alcune scuole di Genova e di Milano che hanno accolto l’invito ad esplorare con noi le parole e immagini del Buon Viaggio.
Siamo ansati sui tetti azzurro latta con le Scuole primarie M. Mazzini IV M con l’insegnante , G. Daneo, e G. B. Perasso di Genova.
A Spianata Castelletto seduti in piazza, per la strada fra suoni di navi in partenza, volo di gabbiani, incontri sorprendenti, abbiamo fatto salpare domande e ragionamenti, perché c’è ancora e sempre da pensare.
Poi al Castello d’Albertis con la Scuola Primaria Puglisi di Buccinasco classe III con la maestra Graziana Caruso oltre a pensare abbiamo incontrato il Capitano d’Albertis che grazie ad una guida speciale Simonetta Maione e all’albo illustrato di Giulia Pastorino, Il capitano d’Albertis e le sue entusiasmanti imprese (edito da Tapirulan-Matti da rilegare) ci siamo meravigliati per i suoi viaggi straordinari.
Nel primo pomeriggio siamo tornati a fare filosofia in Spianata Castelletto con i bambini e le bambine di cinque anni della Scuola Infanzia Borgo Pila del Comune di Genova con le maestre Marta Tortorolo, Paola Ottonello, Carolina Scalia, Giulia. A leggere le parole di Beatrice Masini è arrivata una lettrice molto speciale, Daniela Carucci che, con il suo raccontare ci ha fatto pensare e incantare e andare oltre l’orizzonte del mare.

Diario di Bordo
Philosophy for children in Viaggio

4 marzo 2019
Latitudine 45° 24’ 25’’ N
Longitudine 9° 06’ 29’’
Altitudine sul livello del mare 111m

Scuola Puglisi Buccinasco

Arrivo alle 8.00 partendo da Genova alle 5.30.
In auto ho attraversato l’appennino ancora sonnecchiante, raggiungo la pianura disegnata in qualche sbuffo di bruma.
In classe mi aspettano i bambini e le bambine della III e l’insegnante Graziana Caruso. Ci conosciamo bene, è il terzo anno che percorriamo il viaggio della filosofia e quest’anno abbiamo intersecato le nostre strade concettuali con quelle del Buon Viaggio illustrato da de Conno, scritto da Beatrice Masini.
Entro, l’aria non è mai di bonaccia, ma tira sempre un allegro e sonoro maestrale. In questi spruzzi di voci e risate leggiamo insieme il Buon Viaggio, poi liberamente facciamo veleggiare domande: sulla natura dei volti che vediamo, sulle ragioni del titolo della storia, sul concetto di inizio, sul perché si possa trovare un Pinguino nel deserto, sul tempo in cui avviene un’avventura: di giorno oppure di notte? E se io comincio un viaggio è meglio lo compia da solo/a oppure in compagnia? E nel caso come saranno questi viaggi: emozionanti, svogliati, di sollievo?
Domande che giungono ad interrogare l’intenzione del libro stesso ovvero: chissà cosa ci vuole dire di ha scritto e illustrato il libro? Ci vuole insegnare qualcosa? E quanti tipi di viaggio ci sono? Diversi, in cui ci sentiamo al posto giusto?

9 maggio 2019
Latitudine 45° 25’ 51’’ N
Longitudine 9° 06’ 39’’
Altitudine sul livello del mare 120m

Istituto Comprensivo Buonarroti
Scuola Primaria IIA;IIIC;IIIB
Secondaria di I° II B
Comunità di ricerca dei genitori

Arrivare a Corsico ha sempre un’intensità particolare. E’ come giungere ad una locanda dopo un intenso cammino e trovare amici amiche, profumi, sorrisi. Corsico è una scuola che fa filosofia da più di 13 anni e in ogni angolo ci si può sedere a fare domande insieme a qualcuno. Il Buon viaggio non poteva non fermarsi qui con tutta la comunità di ricerca filosofica: bambini, bambine, genitori, insegnanti.
Le domande non mancano interrogano il perché, radicale, del viaggio rispetto al partire, a dove vorresti sostare, a come può essere pericoloso, insidioso, ma anche sorprendente. Un viaggio deve essere buono? E se fosse solo un sogno? E se prendessimo la strada sbagliata? Perché viaggiare se non sa dove si viaggia?
L’aspettativa del viaggio cambia, si sposta a seconda del tempo, di chi sei, rispetto a come vuoi viaggiare: treno, aereo, auto, nave o a piedi? In un viaggio puoi cercare solitudine o sei costretto a fare amicizia? Possiamo scegliere la meta del viaggio? E quando andiamo nel centro commerciale e ci annoiamo possiamo scappare o viaggiare in un altro posto?
Quando viaggiamo a volte ci importa solo del nostro viaggio, altre volte non riesci ad affrontare il viaggio e poi ci riesci anche per le cose che hai e che ti possono essere utili. Allora diventa un’avventura se arrivi ad esplorare nuove cose, pericoli, vedere cose belle e avere anche una speranza.
Ma, quel viaggiatore farà un altro viaggio?
Ma quel Pinguino ha paura? Si è perso?

Io non mi perdo e vado alle medie.
Condividiamo la lettura e le carte concettuali che scrivono sui fogli che prendono dai loro quaderni.

  • Fa capire che anche quando stai bene e ti senti a tuo agio devi lasciare ciò che ami per cercare posti nuovi che possono anche essere peggio della partenza se no non farai mai un viaggio. Parole semplici ma profonde.
  • Il riassunto della vita in una parola Il Buon Viaggio, positiva o negativa che sia: inizia improvvisamente con qualcuno alle spalle (che ti aiuta) ma che prima o poi ti dovrà lasciare andare da solo
  • L’ombrello rappresenta la protezione dalle cose che potrebbero accadere, anche brutte
  • Le stelle quante le possibilità di viaggio vitale o astratto che sia
  • Questo libro ha suscitato delle emozioni che pur essendo un po’ negative hanno portato ad una riflessione profonda. Secondo noi il poeta ha voluto esprimere le sue emozioni (magari negative e tristi) tramite parole semplici ma complesse, comuni ma rare, che sanno arrivare dritte al cuore come una freccia scoccata dall’arciere più bravo.

Da questa carta concettuale abbiamo preso alcune direzioni di ricerca filosofica, il viaggio come metafora della vita e della felicità, che non va cercata, ma vista e trovata anche per caso, senza sapere tu la trovi, lo sai e non lo sai e in questo le stelle ci indicano la possibilità.

L’inizio, l’improvviso della nascita, l’imprevisto e l’inaspettato che ti sorprende.

Il viaggiare come nuove esperienze di divertimento come un momento in cui vivi la vita.

La possibilità come scelta al cambiamento, ma anche la solitudine di fronte alle scelte e alla malinconia che a volte il cambiamento porta prima di poter ricominciare qualcosa di nuovo.

“Per me un viaggio è buono quando parto per l’Egitto per vedere la mia famiglia, le mie amiche e le mie cugine”
“È un bel viaggio quando, in aereo per quattro ore, sto a guardare le nuvole e le stelle tutta la notte”
“Per me un viaggio è buono quando ti senti sicura e positiva e non hai paura delle conseguenze”
“Per me è un buon viaggio quando hai paura e ci sono gli altri che ti sostengono”
“Per me un viaggio è buono quando si viaggia con la classe ed anche con le prof.”
“Per me è un buon viaggio quando trovi la persona adatta a te. Quando qualcuno ti può amare per quello che sei, senza giudicarti. Un buon viaggio è anche la scuola, che ci aiuta a sapere o scoprire nuove cose e ci guida verso il futuro”.
“Per me è un buon viaggio quando scopro nuovi luoghi senza saper cosa fare, ma quando vado in un luogo nuovo a me sconosciuto, mi si liberano tutti i pensieri e mi rilasso, abbandonando tutto il caos cittadino”
“Per me un viaggio è buono quando non hai paura, quando non hai timore di affrontarlo, quando vuoi andare fino alla fine senza indecisioni e tentennamenti”
“Per me è un buon viaggio quando vai in un posto che trovi bello e quando torni a casa hai voglia di ritornare subito in quel posto”
“È un buon viaggio quando sei via da qui”
“Un buon viaggio è quando ti innamori di qualcuno o di un posto e non lo vuoi più lasciare”
“Per me un buon viaggio è quando è arrivata mia nonna, mi piaceva guardarla con la sua faccia di felicità”
“Per me è un buon viaggio quando non si sa dove si sta andando, come una sorpresa, che si rivela solamente arrivati a destinazione. Non importa con chi o con quale mezzo di trasporto si arrivi a destinazione. Il bello del viaggio è quando parti con niente e ritorni con molto arricchendoti dentro”
“Per me è un buon viaggio quando sogni ad occhi aperti, e che, se sei in un posto che non ti piace lo fai diventare bello. Per me un viaggio è buono quando stai andando in un luogo e scopri durante il viaggio che ci sono altre persone che stanno andando lì, allora le conosci e continuate il viaggio insieme, un po’ come nel mago di Oz”
“Per me è un buon viaggio quando un imprevisto ti sconvolge totalmente i piani, proprio come al Monopoly che a tre caselle dalla vittoria ti rispedisce indietro: una carta, una lettera, una multa; è un buon viaggio quando pensi di essere arrivato ed invece riparti per un’altra destinazione che può essere a soli dieci minuti a piedi o a ventiquattro ore di volo, è un buon viaggio quando ti fermi, ci pensi, ti diverti e poi riparti”
“Per me è un buon viaggio quando si è in pace e in armonia con il proprio corpo e con il proprio spirito; è normale che nella vita ci siano dei viaggi “non proprio belli”,ma bisogna superare quelle esperienze e affrontarle di nuovo”
“Per me un viaggio è buono quando tiri fuori gli album di foto, di ricordi dalla nascita, fai un bel viaggio nel passato, i ricordi di tutti i compleanni, ricordi delle persone che hai conosciuto, tutti i ricordi sono belli”
“Per me è un buon viaggio quando ti tuffi in una storia d’amore, aspetti ogni giorno il suo messaggio e vi messaggiate fino a mezzanotte e ogni mattina ti dice “Buongiorno” e quando lo vedi con altre ragazze ti senti triste, ma non riesci mai a non pensarlo”

Portiamoci l’ombrello, in viaggio, anche se a noi fa piacere prendere la pioggia della vita in faccia.
Esco, e non apro l’ombrello, anche se piove.

La densità delle riflessioni tramortisce e non mi fermo alle classi, alla sera in quell’occasione straordinaria che genitori e insegnanti creano da diversi anni, la comunità di ricerca filosofica serale dei genitori, e alla quale ho la fortuna di essere coinvolta insieme a Pierpaolo Casarin.
La sera leggiamo insieme il Buon Viaggio e le riflessioni si ampliano ancora al viaggio come stupore, come possibilità d’incontro in cui nulla è dato per scontato, il viaggio disperato di fuga.
Qual è il viaggio di chi augura buona viaggio?

Non ho la pretesa di tracciare i dettagli di questi incontri di filosofia, so solo che questo percorso è ciò che ho sempre pensato potesse essere una delle possibilità della filosofia: una frequentazione di domande infantili, un legame di amicizie, un’attenta concentrazione della parola, un lavorio del concetto, un esito inaspettato di ciò che ci sembra ovvio, saputo e già detto. Un impegno politico della parola singolare e plurale.
Mi aspetta un’altra tappa.

22 maggio 2019
Latitudine 45° 50’ 56’’ N
Longitudine 8° 39’ 54’’
Altitudine sul livello del mare 166 m

Istituto Comprensivo Besozzo
Scuola Primaria Mazzini classe IV

Quando arrivo a Besozzo lo faccio dopo aver fatto un lungo viaggio all’alba, l’aria è molto diversa da dove abito e spesso le cime delle montagne mi accolgono con il loro naso all’insù imbiancato.
Oggi è proprio una di quelle giornate in cui la neve si è fatta presente sulle cime in un periodo tardo primaverile e la gioia è incontenibile. La giornata non ha solo questa sorpresa, ma appena mostro l’albo illustrato e chiedo ai bambini e alle bambini, con cui ci vediamo dalla I, di condividere le loro riflessioni l’attenzione riflessiva cade sull’incongruenza, a loro avviso, del rapporto fra illustrazione e racconto. Bene oggi la questione è di tipo estetico, si tratta di capire in quale rapporto epistemologico l’illustrazione sta con la parola. Quale collegamento fra illustrazione e verso poetico? Questa è la prima questione. Cerchiamo tutte le illustrazioni che a nostro avviso non rappresentano il concetto espresso nel verso poetico. Perché le immagini non sono
illustrative? Quello che c’è scritto è vero? Può succedere nella realtà?
L’esito della discussione ci porta a fare un passaggio in più. Ogni bambino e bambina decide di prendere in considerazione una tavola dell’albo, quella che a suo avviso non soddisfa il piano del rapporto fra concetto espresso e illustrazione decidendo non solo di rifare l’illustrazione in alcuni casi, ma anche il testo stesso. Ci lasciamo con questa domanda: Possiamo illustrare la realtà?
Che cosa pensiamo significhi illustrare? E possiamo raccontare veramente ciò che vediamo?

Genova
38° Premio Andersen
22-28 maggio 2019
Pensare in giro per la città
Latitudine 45° 50’ 56’’ N
Longitudine 8° 39’ 54’’
Altitudine sul livello del mare 166 m

Arriviamo al 38° premio Andersen, è maggio e per l’occasione siamo a Spianata Castelletto. Chi arriva non si aspetta di toccare i tetti azzurro latta con un dito, annusare il profumo del porto di mare, ascoltare i gabbiani, ma soprattutto non si aspetta di vedere per tre giorni bambini e bambine pensare, riflettere, domandare e creare concetti seduto in cerchio. La situazione da cui partono i nostri pensieri è sì il Buon Viaggio, ma non solo, l’orizzonte e il paesaggio fanno salpare anche altro, sino al punto di riflettere su ciò che s’intende per riflessione, luce e in particolare quella di un faro/lanterna usandolo come metafora e attrito del nostro ragionamento.
Quanti siamo stati e state? Le classi IV C e III B della Scuola G. Daneo, con le insegnanti Simonetta Pastorino, Mara Dedola, Flavia Brassesco, Monica Ricci, le classi della Scuola Primaria Perasso IV C, IIIB, IIA con le e gli insegnanti Giovanna Palmero, Alberto Speroni, Marina Pesce, Antonella Cioce, Laura Parodi.
Non vogliamo farci mancare con la IIIB della scuola Padre Pino Puglisi di Buccinasco una tappa al Castello delle meraviglie del Capitano Enrico d’Albertis, in cui abbiamo conosciuto i suoi viaggi straordinari anche grazie all’albo illustrato di Giulia Pastorino, Il capitano d’Albertis e le sue entusiasmanti imprese (Tapirulan-Matti da rilegare).
Nel primo pomeriggio, ultima tappa solo di questo viaggio, torniamo a pensare a Spianata Castelletto con i bambini e le bambine di cinque anni della Scuola Infanzia Borgo Pila del Comune di Genova con le insegnanti: Marta Tortorolo, Paola Ottonello, Carolina Scalia, Giulia Giorgi. A leggerci parole e immagini una lettrice molto speciale, Daniela Carucci che, con il suo leggere e interpretare a fatto volare le nostre domande là oltre l’orizzonte del mare:

  • Perché prima sapeva dove andare e ora non lo sa più?
  • Ma quando sei ripartito da casa tua non sai la fine del viaggio?
  • Ma perché quando credi di essere al posto giusto che ti piace devi ripartire?
  • Ma perché vanno in Gongolfiera? E perché trova un ostacolo, e un altro ancora…?
  • Perché nella copertina il signore è sulla nuvola?
  • Perché c’è la luna se è giorno?
  • Ma perché a volte si va in treno, altre in auto, altre in aereo?

Mille ragioni, pensieri e questioni si aprono per la philosophy for children in viaggio.

Immagini in viaggio

Scuola Primaria Mazzini di Besozzo (Varese)

Queste illustrazioni e narrazioni nascono dalla pratica della philosophy for children a partire da una riflessione sul rapporto fra immagine e testo che i bambini e le bambine hanno evidenziato come “dissonante” nel testo originale.

Istituto Comprensivo Buonarroti di Corsico (Milano)

Queste illustrazioni nascono dalla domanda: “Che cos’è un’avventura? E’ sempre un viaggio?” Dopo avere riflettuto alcuni bambine e bambine hanno pensato di illustrare la nostra discussione.